Un Liverpool irriconoscibile cade malamente al Rams Park, battuto uno a zero dal Galatasaray nel secondo turno di Champions League.
Per questa gara Arne Slot Slot mescola le carte, 4-2-3-1 con una formazione al limite del rivoluzionario. Szoboszlai torna sulla linea dei quattro della difesa, Jones in luogo di Mac Allister, Frimpong che va ad occupare la fascia solitamente di competenza di Salah, e Wirtz perno centrale dei tre alle spalle di Ekitike. Questi gli 11:
PRIMO TEMPO
Pronti via e si capisce subito che non sarà una serata semplicissima. Yılmaz si beve Szoboszlai scattando sul filo del fuori gioco ed Alisson deve metterci una pezza salvando in angolo sull’attaccante turco lanciato a rete. Siamo appena al minuto due. Nel breve volgere di un paio di giri delle lancette del cronometro, tra il tredicesimo ed il quattordicesimo, si decide il match. Gakpo verticalizza per Ekitike che ha un’autostrada aperta verso Uğurcan Çakır. L’attaccante del Liverpool scarica sul portiere del Galatasaray e sulla ribattuta Gakpo, che ha seguito l’azione a rimorchio, si vede respingere il tiro a botta sicura sulla linea di porta.
Sul capovolgimento di fronte nuovamente Yılmaz, in una azione fotocopia della precedente, vola via lungo la fascia, entra in area e, affrontato ancora da Szoboszlai, sterza verso l’interno. L’ungherese, sbilanciato, entra in contatto con l’avversario e lo impatta. Invero il fallo appare veniale ma Turpin, in tempi di VAR, evita di farsi convocare al video ed indica direttamente il dischetto. Osimhen batte centrale e forte e porta avanti i turchi. Sarà il goal che decide la partita.
Il Liverpool, in casacca verde, appare assai simile a quello delle ultime uscite. Confusionario e stucchevolmente preda di un tentativo di palleggio rintuzzato da un avversario che raddoppia in maniera ossessiva impedendo qualunque trama di gioco, e con alcuni giocatori in chiarissima difficoltà tattica, si fa fagocitare dalla frenesia finendo per fare il gioco dei campioni di Turchia che la mettono sul piano fisico. Ekitike non riceve una palla giocabile, gli esterni non si azionano mai, Wirtz continua a giocare una personalissima partita nel tentativo di sbloccarsi, insistendo in una serie di giocate improbabili.
il centrocampo da poco o niente, in fase di costruzione, con Jones mai in partita che si pesta i piedi con Wirtz e Gravenberch in gita premio sul Bosforo. La difesa, al solito, commette un paio di leggerezze di troppo che non costano il raddoppio per la poca precisione degli attaccanti del Galatasaray.
Si segnala un colpo di testa di Konaté fuori di un soffio ed un paio di mischie furibonde in area risolte con palla scaraventata in tribuna dalla difesa turca.
Poco, pochissimi, anzi praticamente nulla allo scadere della prima frazione.
SECONDO TEMPO
Alla ripresa sembra ci possa essere un sussulto. Jakobs assillato da Frimpong tocca di testa indietro prendendo in contropiede il suo portiere salito fin sul limite dell’area per intercettare la sfera, e lo obbliga a scompigliarsi i capelli perfettamente ordinati con il gel, con un volo a mano aperta per respingere la palla che lo stava scavalcando.
Poi Frimpong mette una palla in mezzo dal fondo ed Ekitike fa un numero indirizzando la palla con il tacco verso la porta di Uğurcan Çakır che se la ritrova addosso. Sarebbe stato comunque inutile, perché Turpin invalida ogni cosa fischiando un fuorigioco.
È solo una brezza lieve nel fuoco del Rams Park, che Jones in un’amen perde due palloni sulla mediana. Sul primo errore Osimhen, in agguato, ghepardeggia con la sua falcata felina verso Alisson che però lo ipnotizza (e si infortuna, lasciando il posto a Mamardashvili) negandogli la doppietta.
Sul secondo lo stesso Jones rimedia recuperando da centometrista e toccando da dietro in spaccata la palla un attimo prima che ancora Osimhen calci a botta sicura. Il Liverpool ripiomba nel buco nero della sterilità. Vortica perennemente nelle oscure sabbie mobili paludose della tre quarti con una serie di passaggi che non vedono mai la luce dei sedici metri.
A quel punto Slot cambia tutto. Dentro Salah, Bradley, Mac Allister e Isak. Fuori Frimpon, Ekitike, Gakpo e Gravenberch. La domanda sul perché Slot cambi spesso la punta per la punta e non provi Ekitike e Isak assieme resta insoluta. Non accade assolutamente nulla. La montagna rossa, sulla cui cima troneggia l’attacco più acclamato della lega inglese, non partorisce neanche il topolino di un tiro in porta.
E così, trascinato da un entusiasmo incontenibile, il Galatasaray, che aveva perso le ultime diciotto partite su diciannove di Champions League, batte nel delirio generale l’ombra dei campioni d’Inghilterra e li appaia a tre punti.
Il Liverpool sembra irretito e in una crisi di gioco che si trascina praticamente dall’inizio della stagione. Si ha come l’impressione che Slot non abbia ancora nella testa quale sia la formazione base cui affidarsi. Brancola nel buio. Speriamo trovi la quadra tattica al più presto.
Si deve resettare attraverso i sacrifici di decisioni anche impopolari, forse, e che mettano in discussione un mercato faraonico. Altrimenti i turchi, i Reds continueranno a vederli, come dice il proverbio, anche dopo stasera.
Prossimo appuntamento fissato a Sabato, contro il Chelsea in Premier League alle ore 18:30 italiane.


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