Sconfitta amara

La seconda beffa nel finale consecutiva in Premier League, dopo quella contro il Crystal Palace, condanna il Liverpool alla terza sconfitta consecutiva tra campionato e coppa: a Stamford Bridge, il Chelsea conquista i tre punti vincendo 2-1 grazie a un goal di Estêvão al 96’. Ma questa partita, rispetto a quella con il Palace, ha visto un Liverpool coriaceo soprattutto nel secondo tempo. Ma è chiaramente un momento no e quello che ad inizio campionato era diventato lo “Slot time” punisce di nuovo i Reds.

Slot che torna al “vecchio” centrocampo, lasciando in panchina Wirtz. Isak parte dal primo minuto, Mamardashvili fa il suo esordio in campionato tra i pali al posto dell’infortunato Alisson. Ecco la formazione:

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La partita comincia con un ritmo elevato: entrambe le squadre vogliono imporre il proprio gioco. Il Liverpool è aggressivo, provando fin da subito a mettere pressione al Chelsea nella sua metà campo. Ma i Blues non si fanno intimidire e asfissiano i Reds con un pressing uomo su uomo senza sosta.

La squadra di Maresca dopo un po’ di difficoltà, prende in mano il pallino del gioco e, al 14esimo minuto, trova il vantaggio con un tiro meraviglioso di Caicedo che, saltata l’opposizione di Mac Allister, si trova tutto solo al limite dell’area con tutto il tempo del mondo per mirare e calciare un tiro fortissimo che Mamardashvili può solo sfiorare. Colpevoli i centrali dei Reds, Konaté e Van Dijk: uno dei due doveva andare a chiudere.

Dopo il goal, il Liverpool cerca subito di reagire, cercando di mantenere il possesso e costruire gioco dalla metà campo, ma si scontra con una difesa del Chelsea ben ordinata e con il chiaro intento di lasciare che l’azione parta sempre da Konaté, non proprio Pirlo con il pallone fra i piedi. Infatti, la pressione del Liverpool si fa sentire, ma raramente si traduce in occasioni pericolose, tranne al 18’ quando Szoboszlai riceve tutto solo in area da Gakpo, ma il tiro dell’ungherese è lento anche se ben indirizzato e Badiashile respinge. I Reds insistono, ma il loro è un possesso palla sterile, senza idee chiare.

Verso la fine della frazione, il Chelsea prova a raddoppiare con Garnacho, che riceve una palla interessante sulla trequarti e calcia verso la porta avversaria, il tiro esce di pochissimo alla sinistra di Mamardashvili. Il Liverpool reagisce: poco prima dell’intervallo Salah, irriconoscibile anche oggi, pennella però un cross di esterno sinistro che trova Isak sul secondo palo, ma il suo colpo di testa termina sopra la traversa.

Così si chiude il primo tempo sul punteggio di 1-0 per il Chelsea.

Nella ripresa il Liverpool prova un cambio di rotta: Slot toglie un frenetico Bradley, ammonito, e inserisce Wirtz, spostando Szoboszlai ancora nel ruolo di terzino destro.

Il tedesco per poco non colpisce subito: con una giocata pazzesca di tacco in girata mette Salah da solo davanti a Sanchez, ma l’egiziano di destro spreca e mette a lato. Slot suona la carica: Konaté e Kerkez fuori, Robertson e Jones dentro, con Gravenberch che scala in difesa al fianco di Van Dijk. Quella che nel primo tempo era stata una debolezza per il Liverpool diventa un’arma in più: il piano del Chelsea di lasciare palla a Konaté salta, la partenza dal basso con l’olandese è tutta un’altra cosa. Ma il calcio si sa, è una continua contraddizione, e proprio da un errore in uscita di Gravenberch, il Chelsea ha l’occasione per il 2-0 ma Szoboszlai recupera all’ultimo salvando i suoi. Il Liverpool, però, gioca meglio e mette alle corde il Chelsea con un atteggiamento iper-offensivo.

Al 63’ arriva il pareggio: cross dalla destra di Szoboszlai, Isak controlla meravigliosamente la palla su cui si avventa Gakpo, che firma l’1-1 con un tiro secco sotto la traversa. È il goal che riaccende la speranza per i Reds, che ora spingono con più convinzione.

Torna a segnare l’olandese

Poco dopo il pari, il Chelsea inizia ad accusare problemi difensivi: Badiashile è costretto ad uscire per infortunio, e Acheampong fa lo stesso poco dopo. La difesa blues viene rimaneggiata: James arretra come centrale, entra  Lavia, e viene inserito Hato per “tamponare” l’emergenza. Il Liverpool sostituisce un ottimo Isak con Ekitike, solita staffetta tra i due.

Il Chelsea prova a riprendere in mano la partita con cambi offensivi: Maresca lancia tre giocatori freschi, GittensEstêvão e Guiu per dare nuova linfa all’attacco. La gara ha ritmi vertiginosi ed è stupenda perché entrambe le squadre la vogliono vincere. La sensazione è che può andare “both ways” direbbero in Inghilterra. Negli ultimi minuti e nei supplementari, l’equilibrio regna sovrano ma il Chelsea costruisce alcune occasioni: ci provano nella stessa azione sia Gittens che Estêvão, ma Mamardashvili è super e devia in entrambi i casi. Poi ancora Caicedo da fuori, ma il portiere georgiano alza in angolo. I Reds sprecano alcune possibilità di contropiede, e il Chelsea va vicino al goal vittoria: un cross ben calibrato trova Enzo Fernández che sbuca alle spalle di Szoboszlai, non certo abituato a quel ruolo, ma il colpo di testa dell’argentino colpisce il palo esterno.

Ma nello “Slot time”, Estêvão scappa alle spalle di  un distratto Robertson dopo il cross da sinistra di Cucurella, e infila Mamardashvili che stavolta non può nulla. Che sport beffardo il calcio: le prime 5 partite tutte vinte nei minuti finali per il Liverpool, ora due sconfitte consecutive arrivate all’ultimo secondo. 2-1 dunque il punteggio finale.


Il pareggio era probabilmente il risultato più giusto ma questo il calcio, quando c’è un momento no tutto va male. Forse la sosta per le nazionali arriva nel momento giusto, lasciando alla squadra di Slot tempo e un po’ di distrazione da questo periodaccio, che male non farà.

Ma i segnali positivi stavolta ci sono stati, e i Reds sono sempre lì in vetta alla classifica a un solo punto dall’Arsenal neo-capolista.

Appuntamento, di fuoco, al 19 Ottobre: ci sarà il Manchester United ad Anfield!

2 risposte a “Sconfitta amara”

  1. Avatar Armando Todino
  2. Avatar Daniele Rossi

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