Almeno non è un’altra sconfitta

Liverpool – Sunderland ad Anfield finisce in parità, con il punteggio di 1-1.

Se una tale partita finisce in pareggio, di solito, la sensazione che lascia è quella di una sconfitta. Invece l’autogoal di Mukiele, che ha deviato in rete un tiro di Wirtz all’81’, e il salvataggio sulla linea quasi eroico di Chiesa oltre il 90’, regalano ai Reds un – amaro – sospiro di sollievo per aver evitato l’ennesima sconfitta stagionale, dopo il vantaggio del Sunderland al 67’ con Talbi. Ma andiamo in ordine.

Slot tiene ancora Salah in panchina a far compagnia a Chiesa che non vede il posto da titolare nemmeno col binocolo. Questa la formazione:

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PRIMO TEMPO

Le prime battute di gioco vedono un Sunderland messo benissimo in campo, mentre il Liverpool sembra sempre come se dovesse rincorrere gli avversari, senza mai avere sotto controllo la situazione. La prima frazione è un perfetto riassunto di ciò che, in questa stagione, troppo spesso non funziona: manovra lenta, pochi movimenti senza palla, e difficoltà evidenti nell’aggredire un avversario che difende con ordine. Wirtz vaga per il campo senza un ruolo preciso: parte dietro a Isak, poi lo sposta a sinistra, poi a destra, poi di nuovo al centro. Confusione che non fa bene al talentuoso ragazzo tedesco che gioca “semplice” tornando quasi sempre indietro per il passaggio da non sbagliare.

Le prime occasioni dei Reds arrivano più per iniziativa dei singoli che per una vera costruzione di squadra. Ci prova infatti Szoboszlai al 9’, ma il suo gran tiro da fuori è deviato in angolo da Roefs. Al 23’ Wirtz va vicino al gol del vantaggio quando i Reds approfittano di un errore in costruzione del Sunderland, ma il tedesco sfiora il palo dopo un rimpallo con Roefs uscito alla disperata. Il Sunderland, però, concede quasi nulla e, anzi, cresce d’intensità in attacco e quasi approfitta di un errore individuale del Liverpool in uscita: tiro fortissimo di Hume da fuori, Alisson ci mette le mani, palla sulla traversa e poi in angolo. Al 44’ è Mac Allister, pescato da un gran cross di Gomez, a colpire il palo esterno con un bel colpo di testa alla sinistra di Roefs.

Si chiude così, un brutto primo tempo, 0-0.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa Slot lascia negli spogliatoi Gakpo, e inserisce Salah. I primi 5-10 minuti sono frutto di una reazione emotiva sia della squadra che dello stadio, nel vedere l’egiziano di nuovo in campo: i palloni passano tutti dalla sua parte, c’è più ritmo, la Kop ruggisce, i Reds sembrano poter prendere il controllo definitivo del match, ma manca sempre l’ultimo passaggio, la giocata che rompe la difesa del Sunderland.

E, nel momento migliore del Liverpool, un altro errore individuale dei Reds, l’ennesimo stagionale, il Sunderland passa in vantaggio: 67° minuto, Van Dijk sbaglia il rinvio di testa regalando palla centralmente a Talbi che non si fa pregare due volte e calcia verso la porta trovando la deviazione sempre di Van Dijk che non lascia scampo ad Alisson. 0-1.

Sembra un incubo, Slot inserisce Jones ed Ekitike. È proprio il centrocampista Scouse dei Reds che recupera palla su rinvio sbagliato di Alderete e serve Wirtz in area. Il tedesco lascia sul posto Reinildo e Ballard e trova il goal (l’autogoal di Mukiele in realtà) con un tiro di sinistro destinato fuori ma che trova la deviazione sfortunata del terzino francese.

Un grandissimo segnale del gioiello tedesco

Anfield ora è una bolgia e l’ingresso, tardivo (all’85’), di Chiesa non fa altro che infuocare ancora di più gli spalti. Il Sunderland è alle corde, finalmente per qualche sprazzo, secondi, minuti, di partita si vede un Liverpool feroce che non fa respirare gli avversari. È un continuo di palle messe in mezzo, tiri deviati o respinti dal muro del Sunderland, frenesia, nervosismo, confusione.

Al 94’ su calcio d’angolo per il Liverpool, Roefs agguanta la palla vagante. Tutti si aspettano la perdita di tempo e invece il portiere del Sunderland vede tutto solo nel cerchio di centrocampo Isidor: palla lunga e l’attaccante degli ospiti è solo contro Alisson. Il portiere brasiliano lo porta ad allargarsi ma Isidor è bravo ad aggirarlo e ad indirizzare la palla verso la porta, ma Chiesa, aveva seguito l’azione e quasi alla disperata salva i suoi.

I Reds, scampati il pericolo, si rituffano in avanti senza nessun senso tattico e al 98’ Ekitike si gira benissimo al limite dell’area ma il suo tiro finisce altissimo. Così come finiscono le speranze del Liverpool di portare a casa i tre punti – la partita si spegne sull’1-1 – consapevoli che però, almeno, non è arrivata un’altra sconfitta dopo l’ennesima prova incolore di una squadra che sembra non avere una direzione chiara.


Anfield applaude per incoraggiamento, ma l’umore è più vicino alla frustrazione che alla soddisfazione.

Si riparte già Sabato 6, ad Elland Road, contro il Leeds United.

Una risposta a “Almeno non è un’altra sconfitta”

  1. Avatar Daniele Rossi

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