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Top of the league

Ebbene sì, dopo tanto tempo e per la prima volta in questa stagione il Liverpool è in testa alla Premier League. La prima posizione in classifica, conquistata anche grazie alla sconfitta dell’Arsenal in casa del sorprendente Aston Villa, viene raggiunta dopo la vittoria “sporca” a Selhurst Park, casa del Crystal Palace, battuto ancora una volta nel finale con un goal di Harvey Elliott al 91’.

Un Liverpool brutto ma resiliente che trova di nuovo i 3 punti dopo essere andati sotto nel punteggio. Tante le rotazioni per Klopp che con un calendario fittissimo e con i nuovi infortuni di Matip (stagione finita), MacAllister (taglio sulla gamba) e Jota (ancora out per un guaio muscolare). Queste le formazioni:

Il primo tempo inizia con ritmi abbastanza alti, con i Reds (in versione bianco-verde da trasferta) che mettono il Palace alle corde nella propria metà campo. Ma gli uomini di Hodgson sono ben felici di intasare gli spazi soprattutto centralmente e di ripartire in contropiede approfittando degli errori in fase di impostazione degli uomini di Klopp soprattutto con Endo, meno preciso del solito.

La manovra del Liverpool è lenta e prevedibile, gli attaccanti faticano a tenere palla e a creare pericoli, e sulle fasce la spinta è praticamente nulla. Non succede niente fino al 28’ quando Alisson ci ricorda perché è probabilmente l’uomo più importante di questa squadra: Ayew in contropiede sulla destra, prova un cross basso verso il centro viene mancato da Edouard, ma che trova tutto solo Lerma, il cui tiro di prima è forte e preciso e si dirige verso l’angolino! Alisson però dice no e con un autentico miracolo riesce a tenere il pallone fuori dalla porta anche con il successivo aiuto del palo.

Parata irreale del portiere brasiliano che per l’ennesima volta salva i suoi. Un minuto dopo viene concesso un rigore al Crystal Palace che viene però giustamente annullato per un chiaro fallo su Endo da parte di Hughes, prima del contatto falloso di Van Dijk su Edouard che aveva portato l’arbitro a fischiare il penalty. Revisione al VAR inutilmente lunga ma che (sorpresa) porta alla decisione giusta. Il doppio spavento non fa però effetto sul Liverpool che continua con uno stucchevole possesso palla nella metà campo avversaria che non porta a nulla.

Solo al tramonto del primo tempo ci provano Alexander-Arnold e Szoboszlai ma entrambi i tiri vengono respinti dai difensori del Palace. Si chiude così la prima frazione di gioco e il Liverpool deve fare molto di più se vuole portare a casa una fondamentale vittoria.

Nella ripresa Klopp toglie Endo e inserisce Gomez, spostando quindi Alexander-Arnold nella posizione di playmaker davanti la difesa. Ma non cambia niente, la partita continua ad evidenziare le difficoltà del Liverpool a trovare spazio con il Palace sempre pronto a conquistare palla e ripartire in contropiede. Proprio da uno di questi al 54’, Mateta, entrato al posto di Edouard, viene messo giù da un intervento maldestro di Quansah in area di rigore ma l’arbitro Madley non interviene.

La gara continua per due minuti senza che il gioco venga mai interrotto. Allora ci pensano gli addetti al VAR a richiamare Madley e a mandarlo alla on-field review. Rigore che ci sta e che giustamente viene assegnato al Palace tra le timide proteste del Liverpool. Dal dischetto si presenta proprio Mateta che spiazza Alisson e porta in vantaggio il Crystal Palace.

Klopp prova a correre ai ripari e inserisce Konaté al posto proprio di Quansah, ingenuo nell’episodio del rigore, e Gakpo al posto di Gravenberch. Al 59’, Núñez, praticamente inesistente fino a quel momento, per pochissimo non trova la deviazione in goal in scivolata sul bel cross di Alexander-Arnold, ma la palla si spegne sul fondo.

A parte questa timida reazione però, il Liverpool non trova mai lo spazio o la giocata per impensierire Johnstone. Ci prova di nuovo Núñez al 72’, ma l’attaccante uruguayano è scoordinato e non trova l’impatto col pallone sul cross sempre di Alexander-Arnold. È l’ultima azione del numero 9 che lascia il campo insieme ad uno spento Szoboszlai. Al loro posto entrano Jones e Elliott. I due ragazzi danno più vitalità in mezzo al campo e pochi minuti dopo, al 75’, la svolta della gara: Ayew, già ammonito in precedenza, stende proprio Elliott che stava partendo in contropiede. Secondo giallo facile per Madley e l’attaccante del Palace finisce anzitempo sotto la doccia.

Un minuto dopo, Gomez serve Gakpo sulla destra. L’attaccante olandese entra in area e fa partire un cross che Olise non riesce ad allontanare. Ne approfitta Jones lesto a servire Salah al centro dell’area. Il tiro dell’egiziano viene deviato e finisce in rete! Con un pizzico di fortuna i Reds trovano il pareggio e l’inerzia della gara è tutta dalla loro! Si tratta del 200° goal con la maglia del Liverpool per Salah (150° in Premier League) che diventa solo il quinto giocatore in tutta la storia dei Reds a raggiungere questo obiettivo. Prima di lui c’erano riusciti solo autentiche leggende quali Rush (346 gol), Hunt (285), Hodgson (241) e Liddell (228). Ma la statistica più incredibile è che Salah ci è riuscito in appena 327 partite, con una media di un goal ogni 133 minuti di gioco che lo pone al primo posto di questa speciale classifica. Numeri sbalorditivi per “The Egyptian King”, leggenda assoluta di questo club.

Il Re

Tornando alla partita, i Reds ora sentono l’odore della vittoria. Il Palace è alle corde. Jones ed Elliott a centrocampo e Gomez sulla fascia hanno dato linfa vitale e ritmo alle azioni di attacco. Johnstone si fa male e al suo posto entra il portiere di riserva Matthews. È il minuto 87. Gomez prova dalla destra a sorprendere il portiere appena entrato che riesce solo a respingere il cross del numero 2 inglese. Sulla ribattuta ci prova Elliott col piede debole, il destro, e il suo tiro è alto. I minuti di recupero sono ben dieci!

Arriviamo al 91’. Salah serve Elliott sui 25 metri. Il folletto inglese salta Mateta e punta la porta avversaria e, senza pensarci due volte, scaglia un bellissimo tiro da fuori che non dà scampo a Matthews e porta in vantaggio il Liverpool! Ancora un goal nei minuti di recupero (il 17° dell’era Klopp) e la Travelling Kop esplode di gioia!

Una rete importantissima

Al 94° Díaz porta il punteggio sul 3-1 ma il suo gol viene annullato per fuorigioco. Manca ancora molto, sei minuti in Premier League sono un’eternità. Il Palace si butta in avanti alla disperata e al 99’ (!) trova un calcio di punizione dalla destra. Olise splendidamente pesca Andersen sul secondo palo, che sfugge alla marcatura di Gomez e mette il pallone verso l’angolo basso ma Alisson, ancora una volta lui, con un grande riflesso devia in angolo! Brivido finale per i tifosi del Liverpool che ringraziano il loro numero 1 con cori e applausi.


Non c’è più tempo e finisce così, con i Reds brutti ma vincenti che sbancano il Sud di Londra e tornano nel Nord-Ovest dell’Inghilterra con a casa i tre punti e la vetta solitaria della classifica a 37 punti, uno in più dell’Arsenal e due in più dell’Aston Villa.

Giovedì c’è l’inutile gara di Europa League in Belgio contro l’Union SG, prima di una settimana di fuoco, tutta da vivere nel calderone di Anfield: Manchester United il 17 in Premier League, West Ham il 20 in Coppa di Lega e Arsenal in campionato il 23 che ha tutta l’aria di essere uno scontro diretto per il titolo. Non vediamo l’ora.

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