Il Liverpool non va oltre l’1-1 contro il Chelsea ad Anfield e rimanda ancora l’appuntamento con la certezza della qualificazione alla prossima Champions League.
Complice anche la prestazione dell’arbitro Pawson, che poco prima del fischio finale regala l’ennesima punizione a Palmer, Anfield reagisce a suon di boos a questo pareggio scialbo tra due squadre in evidente difficoltà.
Slot conferma molte scelte delle ultime settimane, con Ngumoha titolare sulla corsia sinistra, mentre torna Isak, anche se solo in panchina. Questi gli 11:
PRIMO TEMPO
L’avvio del Liverpool è perfetto: giusto il tempo di prendere le misure sul pressing iniziale del Chelsea e al 6’ arriva il vantaggio. Dal corner di Szoboszlai, il pallone arriva a Ngumoha che serve Gravenberch poco fuori dal limite dell’area; l’olandese disegna un destro stupendo che finisce sotto la traversa che non lascia scampo a Jörgensen. Un goal che sembra indirizzare subito la partita.

Dopo il vantaggio, i Reds provano a controllare il ritmo: il possesso è discreto, ma non sempre pulito, e soprattutto manca la capacità di chiudere il match. Van Dijk ha un’ottima occasione su cross da calcio d’angolo, ma il suo tiro di prima finisce alto. Il Chelsea, inizialmente in difficoltà, cresce con il passare dei minuti. I Blues iniziano a trovare più spazio tra le linee, soprattutto grazie al movimento sulla destra di Cucurella e alla qualità di Enzo Fernández, che detta i tempi e prova a dare ordine a una squadra che viene da settimane complicate.
Il Liverpool per l’ennesima volta in stagione, inspiegabilmente, si chiude dietro senza più ripartire scatenando la frustrazione di Anfield. Il pareggio arriva al 35’ ed è, in pieno stile Premier League, tanto efficace quanto caotico: punizione laterale di Fernández, nessuno devia, la palla attraversa l’area, rimbalza e finisce in rete sorprendendo Mamardashvili e una difesa ancora una volta assente. Un gol quasi “sporco”, ma che fotografa perfettamente il momento della gara.
Nel finale di tempo il Liverpool accusa il colpo: perde un po’ di sicurezza e lascia l’iniziativa al Chelsea, che chiude meglio la frazione. Si va all’intervallo sull’1-1, ma con sensazioni diverse rispetto al goal iniziale dei Reds.
SECONDO TEMPO
La ripresa è più aperta, più disordinata, ma anche più divertente. Le squadre si allungano e la partita può andare davvero “both ways”. Il primo grande episodio arriva subito: Palmer segna quello che sarebbe il goal del vantaggio per il Chelsea, ma il VAR annulla per fuorigioco di Cucurella, autore del cross. Poco dopo, è il Liverpool a vedersi negare un gol con Jones, sempre per offside di Gakpo che gli aveva servito l’assist.
Slot prova a cambiare qualcosa inserendo Isak al posto di Ngumoha che aveva crampi, scelta che però non viene accolta benissimo da Anfield che riempie di boos questa decisione prima di applaudire il giovanissimo talento inglese. Ngumoha era stato tra i più vivaci e la squadra, soprattutto in quel momento, sembra perdere un po’ di imprevedibilità.
Il Liverpool, spinto dalla grinta ed emotività di Anfield, alza comunque i giri del motore e crea le occasioni migliori: Szoboszlai colpisce il palo con una conclusione bellissima da fuori, poi Van Dijk, su angolo, sfiora il gol con un colpo di testa potente che si stampa sulla traversa. Il capitano dei Reds si lamenta con Pawson dato che Caicedo lo ha letteralmente abbracciato e trascinato a terra durante l’azione, ma il rigore ovviamente viene negato. Due segnali chiari di una squadra che vuole vincerla, ma anche di una certa frenesia.
Dall’altra parte, il Chelsea resta dentro la partita. Non crea moltissimo, ma è sempre pericoloso nelle transizioni e cerca di sfruttare gli spazi lasciati dal Liverpool, soprattutto sul lato destro della difesa dei Reds, spesso in difficoltà per tutta la gara. Negli ultimi minuti il ritmo cala leggermente, ma la tensione resta alta. Nessuna delle due squadre però riesce a trovare la giocata decisiva. Finisce 1-1.
È un pareggio che lascia sensazioni contrastanti. Il Liverpool aveva approcciato meglio la gara, trovando subito il vantaggio e dando l’impressione di poterla controllare. Ma, ancora una volta, non è riuscito a gestire il momento favorevole, anzi, si è rintanata sparendo dal campo e regalando l’inerzia della partita agli avversari. Il Chelsea, invece, porta a casa il primo punto del manager ad interim MacFarlane dopo sei sconfitte di fila. Esattamente la stessa cosa che capitò al Tottenham di Tudor qualche settimana fa sempre a Liverpool.
Per i Reds resta un piccolo passo avanti in classifica, ma fanno scalpore i rarissimi boos di Anfield che però raccontano tanto sulla stagione della squadra di Slot.
Il prossimo appuntamento arriverà di Venerdì sera, per l’ultima trasferta dell’anno: al Villa Park contro l’Aston Villa.


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