Come dicono gli americani, si accendono le luci del venerdì sera al Villa Park per una delle partite più importanti della 37ª giornata di Premier League: Aston Villa contro Liverpool.
Next up: On our travels for the final time this season as we head to Villa Park on Friday night 👊 @UPS pic.twitter.com/nD24vjjWMG
— Liverpool FC (@LFC) May 11, 2026
Quarta contro quinta, con la volontà di strappare la sicurezza totale di una qualificazione alla prossima Champions League, senza aspettare l’ultimo turno di campionato.
il Liverpool di Arne Slot è chiamato ad un moto di orgoglio di una stagione piena di lacrime e sangue, in cui continua ad alternare piccole strisce positive a completi passaggi a vuoto, come nelle ultime due giornate di Premier League in cui è arrivata la sconfitta contro il Manchester United e il pareggio tristissimo contro il Chelsea reduce da un periodo nero e rivitalizzato dai Reds.
Il Villa di Emery arriva all’appuntamento in un momento delicato, visto che il quinto posto attuale qualifica per la Champions League, ma il Bournemouth sesto non è molto lontano ed è lanciatissimo, mentre i Villains sono reduci da due sconfitte e un pari contro il retrocesso Burnley nelle ultime tre di campionato e nell’ultimo mese e mezzo hanno vinto solo al 92’ contro il Sunderland. Certo è ancora vivo l’entusiasmo dopo la qualificazione alla finale di Europa League ottenuta grazie al netto 4-0 in rimonta nel ritorno della semifinale contro il Nottingham Forest, che potrebbe portare un titolo europeo al Villa Park dopo 44 anni.
Il Liverpool come detto continua ad essere una montagna russa di emozioni, tendenti per i tifosi più al negativo che al positivo, testimoniato anche dai fischi sentiti ad Anfield nel finale della partita contro il Chelsea in cui la gente di Liverpool ha fatto capire a Slot che è stufa di vedere questo tipo di spettacolo. Il manager olandese sembra sempre molto sicuro di sé e sa che la dirigenza non ha al momento voglia di sostituirlo e gli abbia dato certezze sulla sua permanenza ad Anfield anche per la prossima stagione, ma il suo rapporto con il pubblico e con buona parte della rosa è parecchio incrinato e queste due partite sono fondamentali per chiudere la stagione almeno dignitosamente e con la Champions League in tasca.
“This will always be a difficult game.” 👊
— Liverpool FC (@LFC) May 14, 2026
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Difensivamente la squadra è come al solito molto fragile, solo due clean sheet nelle ultime 15 tra campionato ed Europa e la sensazione che in ogni partita sia difficile mantenere la porta inviolata.
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Così Slot spera ardentemente di veder Alisson rientrare nella propria porta, a dare maggiore sicurezza rispetto al Mamardashvili visto nell’ultimo periodo. In difesa il dubbio è sempre se inserire un centrocampista come terzino destro o dare spazio ad un difensore puro. Contro United e Blues si è visto Jones in quel ruolo, senza demeritare e lui dovrebbe ancora la scelta iniziale di Slot, con Gomez, positivo quando chiamato in causa, che attende di sapere se Konaté ha recuperato dai problemi visti nell’ultimo turno o se dovrà attendere ancora una volta l’inserimento a partita in corso. La parte sinistra è la solita con capitan Van Dijk che vive molto della sua aurea, ma che in realtà è lontano dai suoi standard abituali, che sarà affiancato da Kerkez, più in forma di Andy Robertson al momento.
Davanti a loro il duo classico di mediani, in cui però Mac Allister resta l’incognita totale di questa stagione, offrendo continue prestazioni decisamente sotto par rispetto alle scintille viste nella passata. Slot però ha fiducia in lui e non sembra voler provare un cambio, magari inserendo Jones o Szoboszlai. A fianco dell’argentino ci sarà Gravenberch reduce dal bel gol contro il Chelsea e parso il migliore tra centrocampo e attacco nell’ultimo periodo.
Per la parte offensiva è probabile la scelta degli stessi visti all’inizio col Chelsea, con l’unico dubbio del centravanti, visto che Gakpo in quel ruolo non ha mai convinto e Slot potrebbe decidere di lanciare subito Isak. Per il resto spazio al mago Szoboszlai, a Frimpong sulla destra e alla giovane stella Ngumoha sulla destra. Il ragazzino resta l’unica vera gioia del mondo Reds in questa stagione, coccolato dai tifosi che lo vorrebbero sempre in campo e sicuramente unico giocatore al momento che riesca a creare qualche scintilla nel gioco offensivo della squadra. In panchina dovrebbe esserci il rientro di Salah, dopo la pausa legata al problema muscolare, pronto a giocare qualche minuto nel secondo tempo, in attesa di chiudere in casa contro il Brentford la sua leggendaria carriera ad Anfield.
Gli ultimi scontri diretti sono a favore del Liverpool, con l’Aston Villa che non vince dal roboante 7-2 dell’anno della pandemia e ha perso 8 delle ultime 11 sfide, subendo 10 goal nelle ultime 4, ma questa è una stagione in cui ogni partita del Liverpool non è pronosticabile e soprattutto al momento nessuna delle due squadre sembra nella forma giusta per garantirsi i favori del pronostico.
Nel Villa occhio a Ollie Watkins, che nella seconda parte di stagione sta segnando molto e sia nell’attacco alla profondità e vicino alla porta può essere un fattore decisivo nella sfida. Dietro a lui un trio di scassinatori in cui McGinn e Rogers dovrebbero partire a fianco di Ross Barkley, apparso in gran forma e unico veramente positivo (con goal) nell’ultimo turno contro il Burnley. Emery sa che può giocarsi nella ripresa la carta dell’imprevedibilità di Buendía, mattatore nel ritorno di Europa League, ma usato spesso a partita in corso in Premier League.
Entrambe hanno evidenti problemi nella fase difensiva e lo 0-0 non sembra il risultato più probabile, anche se un pareggio non credo dispiacerebbe sia a Slot che a Emery.
Certo, come detto, per il Liverpool ma soprattutto per il manager olandese una vittoria potrebbe cambiare parecchio l’umore nell’ambiente scouser, con la sicurezza definitiva della Champions League e una trasferta vincente in un’annata in cui lontano da Anfield ci sono state più sconfitte che vittorie.
I giocatori e l’allenatore sono chiamati a battere un colpo e dimostrare di avere ancora l’orgoglio che il popolo Reds chiede a gran voce da tempo.


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