L’incubo è finito

All’ultimo sforzo per blindare il minimo sindacale, cioè la prossima Champions League, il Liverpool pareggia contro il Brentford 1-1; come minimo sindacale esigeva.

Per questo ultimo match Slot ha schierato la seguente formazione:

View this post on Instagram

PRIMO TEMPO

All’ingresso in campo la Kop e la Kenny Dalglish Stand dedicano una bella coreografia a Robertson e Salah, preludio del commovente addio.

Parte benino il Liverpool, che appare abbastanza aggressivo e la prima grande occasione arriva al minuto 19, quando Salah batte in modo magistrale una punizione dal limite che centra il palo con Kelleher battuto. Passa un minuto e il portiere salva ancora sull’egiziano, che cerca ovviamente il goal nella sua ultima apparizione.

Un altro minuto e Szoboszlai entra in area, tira, ma il suo diagonale termina a lato. Al minuto 38 è Gravenberch a impegnare l’attento Kelleher e tre minuti dopo il tentativo di Ngumoha esce di poco. Non riusciamo proprio a sbloccare questo match e al minuto 43 rischiamo anche la beffa con Schade, che costringe Alisson ad un grande intervento nell’unica occasione creata dal Brentford.

Si chiude così a reti bianche la prima frazione; risultato che ci va stretto.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia e al minuto 58 è proprio Salah a mettere una bella palla a centro area per l’accorrente Jones che insacca e ci porta finalmente in vantaggio.

Senza esultanza

Due minuti dopo esce dal campo il nostro ex capitano, Henderson, la cui presenza aggiunge un altro piccolo tassello nostalgico alla particolarissima giornata. Purtroppo, però, i pensieri romantici vengono stroncati 4 minuti dopo dal pareggio del Brentford, che arriva quasi inesorabile per i Reds, che non riescono per l’ennesima volta a non prendere goal e arrivano a quota 78 reti subite in tutte le competizioni, numero impressionante e da record negativo. Su un cross dalla sinistra è Schade ad insaccare in tuffo di testa la rete del pareggio in mezzo a più di una maglia rossa.

A questo punto cambia l’inerzia della gara e gli avversari acquistano fiducia. Passano i minuti e ormai nessuno più pensa al match, ma al momento dell’addio. Il primo è al minuto 73, tocca a Salah, che visibilmente commosso riceve l’ovazione e prima di sedersi in panchina bacia il terreno di gioco. Al suo posto entra Frimpong, mentre Wirtz subentra all’ottimo Ngumoha. Sarà proprio il tedesco ad avere sul piede la grande occasione del gol vittoria, ma la sprecherà sparando su Kelleher.

Al minuto 82, tocca a Robertson lasciare il campo e un altro pezzo di cuore se ne va insieme a lui. L’ultima occasione è per gli ospiti con Ouattara, che per poco non ci beffa, sempre di testa, e fa arrabbiare per l’ultima volta Van Dijk contro i suoi compagni di reparto. Finisce il match, il quinto posto è raggiunto, ma che fatica.


Si chiude così questa triste stagione, caratterizzata da una serie di record negativi: 20 sconfitte, solo 12 vittorie nelle ultime 33 gare di campionato, 78 reti subite in tutte le competizioni (cosa che non accadeva da 33 anni) e tante, tantissime incertezze per il prossimo anno, a cominciare dall’allenatore che, francamente, non può restare in mezzo a tali macerie, a prescindere da quale sia stata la sua percentuale di colpa in questo naufragio.

A ciò si è aggiunta una società che è apparsa assente o perlomeno frastornata e che speriamo ritrovi la necessaria lucidità per intervenire. Obiettivamente la Champions League è stata raggiunta solo grazie all’aiuto di altre squadre che sono venute meno e grazie alla quinta posizione che l’Inghilterra si è assicurata da qualche anno. Dopo aver investito tantissimo, perdere gli introiti della Champions League sarebbe stato un danno enorme.

L’unico momento bello che addolcisce questo finale, ma allo stesso tempo ne accresce la tristezza, è l’addio di due leggende come Robertson e Salah, che dopo il fischio finale, ricevono il guard of honour dai compagni e l’ultimo commosso saluto dalla folla.

Cosa dire? Robbo ha rappresentato il modello di calciatore storico del Liverpool, fatto di corsa, grinta, passione, attaccamento alla maglia in stile anni 70-80. Mo; un vero fuoriclasse, i cui numeri sono pazzeschi e parlano da soli. Non sarà facile sostituirli, ma il nostro debito di riconoscenza è enorme, bisognerebbe fare una statua a questi due ragazzi che sono entrati di diritto nella lista degli immortali di Anfield, che gli ha tributato il doveroso omaggio. Dispiace perdere due giocatori così ma, purtroppo, il tempo è inesorabile e passa per tutti. Buona fortuna Momo, buona fortuna Andy, ma soprattutto grazie, grazie, grazie.

2 risposte a “L’incubo è finito”

  1. Avatar roberto maione
  2. Avatar Giovanni Marchio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *