We love you Liverpool, we do

Al Molineux si è toccato il fondo (si spera), con una sonora sconfitta per 3-0 a casa dei Wolves: tana di quei lupi pieni di ferite dovute alla posizione di classifica, lupi con occhi gialli, come le magliette dei giocatori di casa, indiavolati, in attesa vigile di una preda comoda come il Liverpool attuale.

Sono i momenti difficili a renderti forte, quelli davvero duri, nei quali tutto sembra vuoto e senza via d’uscita, quando il campo non riesce più a gridare vendetta e gli uomini non riescono a rialzarsi nemmeno dopo essere solamente inciampati. Il momento del Liverpool è questo, un momento ormai datato, e si raggomitola nel cuore di chi ha scritto per noi le pagine più belle della nostra storia: gli occhi di Klopp, gli sguardi persi di Salah e Alexander-Arnold, i mancati “messaggi di coraggio” di FSG, l’incertezza del prossimo 11, insomma, sembra davvero uno di quei documentari noiosi e angoscianti.

Questa la squadra titolare:

LA PARTITA

Comincerei col ricordarvi che è il 5 di Febbraio e siamo solo, purtroppo, forse, a metà stagione, con un’altra sconfitta da digerire e con un derby contro l’Everton alle porte. La partita finisce anche prima di cominciare. 2-0 in 11 minuti da incubo, con un autogol di Matip ed una rete rapace di Dawson, che segnano la fine di un primo tempo orribile da parte degli uomini di Klopp, per il momento suoi uomini solo sulla carta.

Il secondo tempo della partita sembra essere diverso, il Liverpool parte meglio e crea qualche scompiglio nella metà campo avversaria, seppur con sterilità e attacchi avariati. Come si può notare dalle mie parole, gli aggettivi non cambiano e tutti sappiamo che a 20’ dalla fine ci siamo beccati anche il 3-0 di Neves, da una possibile boccata di ossigeno ad inizio ripresa, ad una vera e propria iniezione avvelenata. Finisce così, con il secondo 3-0 consecutivo subito in trasferta in Premier League, non credo fosse mai accaduto prima.


Come si riparte da una sconfitta del genere sembra non saperlo neppure Klopp, che nella conferenza stampa post partita si limita a ribadire che la squadra sta lavorando e che non ci sono spiegazioni a questa prestazione, così come a quelle passate.

Nessuno è esente da colpe ma, occhio, non è colpa di nessuno, specie di noi tifosi. Abbiamo l’obbligo, ora più che mai, di stare vicini alla squadra, è la nostra indole e il nostro spirito calcistico. Ci difenderemo e lotteremo. Ci rialzeremo e sarà ancora più bello.

Dobbiamo solo ritrovare lo sguardo cattivo, la voglia di vincere e l’impareggiabile amore per il goal che abbiamo avuto negli ultimi anni. Ora tocca a noi, ad Anfield, al Liverpool.

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3 risposte a “We love you Liverpool, we do”

  1. Avatar Armando Todino
  2. Avatar Anna
  3. Avatar claudio boffa tarlatta

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