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Tra vari infortuni

Mercoledì sera Anfield accoglie il Fulham, avversario della semifinale di League Cup, e mentre sono impegnato a decifrare per voi il “rebus” dei possibili cambiamenti di formazione, l’attualità incombe inesorabile su di me come una clava, costringendomi a stravolgere l’apertura del mio pezzo di presentazione.

Anche Trent Alexander-Arnold si unisce alla lista degli indisponibili di lungo corso: ora è già notizia. “L’appartamento infortuni” di Anfield, per usare un’immagine, ospita quindi un altro inquilino d’eccezione, che va a far compagnia così a Robertson, Tsimikas, Thiago, Bajčetić e Szoboszlai.

Di questo passo le camere riservate ai giocatori fuori uso, inizieranno a farsi sempre più ristrette. La notizia fresca arriva direttamente dalla bocca di “Pep” Pepijn Lijnders, numero 2 di Klopp, in conferenza stampa: “Trent ha iperesteso il ginocchio durante la partita, causandosi così un piccolo strappo nel legamento laterale del ginocchio. Resterà fuori per probabilmente 3 settimane. Si tratta di un colpo pesante: parliamo di uno dei nostri giocatori più importanti e decisivi. Anche nei momenti difficili, a lui basta calciare il pallone per fare la differenza”.

Pepijn Lijnders, che tradizionalmente risponde alle domande dei giornalisti prima delle sfide di League Cup, auspica “uno stop di non più di tre settimane, con la sosta invernale in mezzo”. Tornando all’aspetto tecnico, è sì importante non creare alibi a partire da questo ennesimo guaio che coinvolge il terzino, ma bisogna ammettere stavolta che questa tegola non ci voleva proprio. Per un periodo di almeno tre settimane dovremo rinunciare all’anello di congiunzione “ibrido” dei tre reparti, cruciale per l’impostazione di inizio gioco, nonché l’arma essenziale e letale nei “passaggi” ed assist da goal di ogni tipo e forma, che siano corti, lunghi, diretti e filtranti, spesso e volentieri partono dai piedi del numero 66.

Anche Lijnders durante la conferenza stampa si é focalizzato ovviamente sull’apporto tecnico chiave di Alexander-Arnold: “Gioca i passaggi che gli attaccanti amano, sa come decidere le partite e dove far passare la palla”. Questo duro colpo arriva mentre il nostro staff tecnico era già molto impegnato ad identificare formule valide per sopperire alla partenza di Salah per la Coppa D’Africa, ma dato che “piove sempre sul bagnato”, ora Jürgen ed il suo team di lavoro hanno un altro bel guaio da risolvere.

L’infortuno di Trent Alexander-Arnold inoltre aggrava l’emorragia di laterali difensivi “senior” disponibili, dopo che Robertson e Tsimikas sono finiti già da tempo KO. A questo punto, salgono decisamente le quotazioni del nordirlandese Conor Bradley, 20 anni, Academy Liverpool e terzino destro, ormai in pianta stabile nel first team e spesso in campo nelle partite di League Cup, per un posto in formazione iniziale domani sera.

Conor Bradley, già autore di prestazioni solide e di grandissima personalità, ha appena superato a pieni voti “l’esame Martinelli”, neutralizzando al meglio l’asso brasiliano dell’Arsenal ad Emirates nella sfida vittoriosa del terzo turno di FA Cup. Forse non é un caso se “Pep” dedica in conferenza stampa parole importanti proprio a Bradley: “Crediamo sempre nell’Academy. Abbiamo giovani che lottano per i trofei. Bradley contro un Martinelli entrato dalla panchina, uno contro uno: questi ragazzi apprendono tanto in momenti così. Sia lui che Bobby Clarke non sono riserve, ma parte della nostra squadra, pronti per partite così”.

Prima o poi arriva per tutti, anche per noi, il momento di credere fino in fondo nel proprio lavoro in Academy, e di affidarsi ai ragazzi, i quali in effetti se sono scelti per allenarsi in prima squadra, c’è sempre più di una ragione. La fiducia di Klopp e del suo assistente verso i ragazzi dell’Academy è famosa, proverbiale, e bisogna evidenziare, da sempre ripagata al meglio. Il talento non manca. Il talento è lì, presente, in abbondanza, così come i piani di gioco alternativi.

Ad Emirates contro l’Arsenal, e nel momento peggiore per affrontare l’Arsenal, abbiamo concretamente dimostrato che non dipendiamo affatto da uno o due giocatori. Alexis Mac Allister è tornato con un timing perfetto, Curtis Jones é di nuovo al top, Harvey Elliott é già un asset, “materia prima” di interesse della nazionale inglese, mentre Ryan Gravenberch contro l’Arsenal ha suonato di nuovo la carica, con segnali importanti. Non c’è motivo di incertezza, di timore, di sentir pressione. Abbiamo tutto le armi per giocare un football fantastico. Non c’è nessuna ragione per non tornare ad “Anfield South”.

Affrontiamo in semifinale il Fulham: un avversario molto valido dal punto di vista tecnico e ricco di giocatori interessanti dal punto di vista individuale: i centrocampisti Tom Carney e João Palhinha, quest’ultimo molto vicino al Bayern Monaco, e poi Andreas Pereira, ed il mago brasiliano Willian, grande veterano della Premier League. Da non trascurare affatto l’attaccante messicano Raúl Jiménez, fisico e talento: ha ritrovato anche la forma migliore.

Il tecnico portoghese Marco Silva predilige sì formazioni talentuose, che plasma molto bene, ma in termini tattici è migliorato moltissimo in questi anni di lavoro: rispetto al passato il Fulham sa mantenere grande equilibrio in campo. No, il Fulham decisamente non è da sminuire né sottovalutare e potenzialmente sa essere molto pericoloso. Il counter pressing contro i londinesi dovrà essere adottato ai livelli abituali, e con un timing perfetto, e bisognerà restare vigili per accorciare il campo anche alle nostre spalle, perchè con Willian il Fulham cercherà con insistenza di innescare ripartenze veloci, sia sfruttando Raúl Jiménez che Andreas Pereira.


Il ritorno al 100% di Van Dijk per domani sera è di conforto, davvero un grande sollievo: la semifinale di andata di domani sera richiede tutta la sua leadership carismatica, oltre che tecnica e tattica, ad Anfield. A centrocampo un impiego dall’inizio del campione del mondo argentino, fresco dal punto di vista fisico in quanto appena rientrato dal suo infortunio, é molto probabile. Uno sguardo privilegiato anche per quanti non hanno giocato dall’inizio a Londra: Ryan Gravenberch, ovviamente il nostro numero 20 Diogo Jota e Luis Díaz, che ha da poco firmato la rete del KO all’Arsenal.

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